ArteCucinaMondo dello spettacolo

Château Lumière

Brindisi ed ebbrezze al cinema

Attorre Antonio

224 pagine

Negli ultimi anni la presenza del cibo e del vino nel cinema è sensibilmente cresciuta. Come il cibo, il vino sullo schermo è socializzante, seduttivo, comico, concreto, simbolico, casuale, eccessivo, identitario, narrativo, metaforico. Tra le specificità, la più evidente è l'ebbrezza, ma anche gli aspetti legati alla percezione sensoriale rivelano una cifra peculiare, ricca di senso e di espressività. E gli aspetti legati a un mutato consumo del vino, alla sua diversa fruizione rispetto a una dimensione quotidiana e alimentare (evidente in un Paese come il nostro, a carattere rurale fino a poco più di mezzo secolo fa), ne accrescono rilevanza sociale e densità simbolica. Dopo una classificazione dei filoni tematici e degli stereotipi attraverso i quali si può leggere la presenza del vino sullo schermo, ''Château Lumière'' racconta la fortuna del vino al cinema nelle diverse epoche e nei diversi Paesi, per offrire infine un excursus su film nei quali il vino è presente come elemento significativo (come connotazione sociologica, in funzione narrativa, come protagonista ecc.) o anche come semplice ''figurante'' (ma comunque interessante spia del prestigio o del ruolo che il vino riveste, in quel periodo, nell'immaginario collettivo). In appendice, una puntuale bibliografia e una ricca filmografia.

Condividi
  • Editore: Slow Food Editore
  • Collana: AsSaggi
  • Copertina: Brossura con bandelle
  • Dimensione: 13x21cm
  • Lingua: Italiano
  • ISBN - EAN: 9788884991430
  • Data di pubblicazione: 10/06/2009
  • Prima edizione: 2007